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I morti e il grano

“[…] La dimensione magico-religiosa che accompagnava il lavoro agricolo era parte di un più complesso universo mitico-rituale. (...) Con le feste della “mietitura” si conclude il ciclo della spiga. Un ciclo che ha avuto inizio 7/8 mesi prima, al momento della semina, quando i chicchi sono stati introdotti nel seno della terra e affidati alle suo forze sotterranee. La spiga dal momento in cui si è alzata e irrobustita sullo stelo (aprile-maggio) si è tratta fuori dalla giurisdizione delle potenze ctonie. Anche esse però vanno ringraziate per quanto hanno fatto. Se infatti la Commemorazione dei defunti apre il mesi di novembre e la semina, i riti della rinascita primaverile, del periodo marzo-aprile, sono le ultime deste dei morti. In esse si saluta la vita nuova mentre si esprime gratitudine alle entità che hanno sostenuto il processo generativo. Questo passaggio, questo attraversamento, è nel Cristianesimo popolare riassunto ed esplicitato dalla stessa vicenda del Cristo. Il Risorto, non a caso, reca in mano un mazzo di spighe, egli è il Signore delle Spighe.

La Settimana santa è dunque il luogo e il tempo del ritorno e del passaggio, è l'ultima festa della Terra e dei Morti, è la prima festa degli dei celesti. [...]”

“[...] La semina è dunque indissolubilmente correlata al culto delle divinità ctonie e dei morti. Le cerimonie del primo e del due novembre, rispettivamente Ognissanti che rendeva onore a tutti i martiri e i santi della Chiesa e la Commemorazione dei defunti cristiani ancora in Purgatorio, al pari di altre importanti del tardo calendario cristiano, furono istituite tardivamente. La festa di Ognissanti, introdotta in Occidente da papa Bonifacio IV alla fine del VI secolo e fissata al 13 maggio in contrasto ai Lemuria latini, si cominciò a celebrare il primo novembre nel regno dei Franchi nel IX secolo su iniziativa di papa Gregorio IV diffondendosi lentamente nell'Europa cristiana. Fu invece nella prima metà dell'XI secolo che papa Giovanni XIX, sulla scorta dell'abate di Clury, Odilone, si risolse a istituire la Commemorazione dei defunti il 2 novembre come cerimonia distinta ma correlata a quella di Tutti i santi. L'istituzione fu rapidamente accolta da altre istituzioni religiose e comunità ecclesiastiche sicuramente anche come strumento utile a combattere il persistere di ritualità precristiane caratterizzate dal culto dei defunti. [...]”

 

Questi brani sono tratti dal libro
I morti e il grano – Tempi del lavoro e ritmi della festa
Ignazio E. Buttitta, MELTEMI 2006

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Per saperne di più: Tarantismo e NeoTarantismo

 

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