|
A Sud - Il racconto del lungo silenzio
[ ] In quella umida e fredda sera del 14 gennaio 1978, Matteo Salvatore ritrovò, forse, la stessa atmosfera delle serate romane o torinesi nelle quali, ospite esotico, intratteneva con le sue nenie, le sue storie, le sue ballate, attenti intellettuali borghesi che lo ascoltavano riconoscendolo come simbolo e rappresentante di un popolo che spesso veniva invocato e che, altrettanto spesso, restava sconosciuto e misterioso. Quella stessa sera, però, noi tutti, ricercatori, insegnanti, studenti, un pubblico eterogeneo, non eravamo in un salotto di un'abitazione privata, ma in una pubblica biblioteca. Era uno dei sogni di Matteo, la biblioteca: "Vorrei che qualcuno scriva un libro sulla mia vita per conservare il mio ricordo nelle Biblioteche di tutta l'Italia e anche all'estero e riuscire a fare anche un film".[ ] [ ] Due innamorati soffrono, sono ossessionati dalle comari, dai vicini di casa. Allora decidono di andar via, di scappare, però per non compromettere...gli innamorati dicono no. La ragazza incontra l'innamorato di nascosto e le dà un bacio. Dice: "Vieni bene mio, vai da tua madre, non tardare, se no ti dà le botte. Corri a mamma tua. Sei il mio amore. Vai da tua madre, non fai tardi" e lei dice "Mamma non vuole. Noi fuggiamo, facciamo la fuga. Ce ne andiamo prendiamo l'appuntamento", "Va bene, dammi un bacio, vai, bene mio, vai da mamma tua. [ ]
------------------------
Questi brani sono
tratti dal libro di |
. |
|
| Scrivi a Tarantula Rubra: info@tarantularubra.it | |