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RICOSTRUIAMO UNA CAPACITA' CRITICA, SPEGNIAMO LA TV.

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Spegniamo la TV

Tarantula Rubra invita a spegnere le televisioni che continuano ad imperversare nelle nostre case in maniera terroristica e faziosa, soprattutto a ridosso degli ultimi evento bellici che vedono l'Occidente belligerante nei confronti del Medio Oriente. Qualche tempo fa si affermava che i media fossero dipendenti dal potere politico; oggi è più corretto parlare di potere economico e politico che riscuotono consenso grazie alla manipolazione dei media.

Per loro natura i mass media, ed in particolar modo la televisione, operano inducendo i riceventi ad una accettazione acritica del messaggio rivelando un potenziale di manipolazione che porterà ad una passività funzionale, alla inibizione della capacità critica, della creatività e all'accettazione di valori assolutamente impropri.
Ne risulterà che la produzione di consenso è l'obiettivo primario utilizzando strumenti quali il massimo ampliamento dell'audience per una migliore propaganda tanto commerciale quanto politica.

Sempre per loro natura i mass media portano ad un intimismo individualista che promuove l'atomizzazione delle motivazioni personali, sempre più relegate nella sfera del privato.
Ma soprattutto i media del terzo millennio, e la televisione in particolare, amano giocare con una sorta di "globalizzazione" della sfera emotiva" facendo vivere al fruitore di tutto il pianeta gioie e drammi che spesso non gli appartengono perché di universi differenti, ma simili al proprio agire emozionale.

Quindi oggi la tv vuole globalizzare le emozioni previa una loro esasperazione, perché vivere una vera emozione garantirebbe la veridicità dell'informazione, in barba al potenziale critico, analitico e costruttivo. Accendere il televisore rappresenta così il vero e proprio inizio della celebrazione di un rito, di una funzione religiosa, rivestendo l'apparecchio il ruolo del celebrante e captando l'attenzione dei sensi, ma meglio sarebbe parlare di inviato speciale di un ente supremo. Non importa poi valutare la veridicità dell'informazione: la verità è, in quanto le immagini e le parole producono vere emozioni, perché vi è un apparente punto di unione tra un avvenimento (magari lontanissimo) ed il proprio agire emotivo, i propri sentimenti. (Tutti gli altri media saranno delle filiali della chiesa madre). E il "fedele"/fruitore si sentirà, illusivamente, informato.

Alcuni fra i più efficaci meccanismi di difesa del nostro inconscio sono il poter evitare, quindi il rifiuto di essere coinvolti in argomenti penosi in quanto connessi agli impulsi aggressivi; e il diniego, ovvero il rifiuto di accettare la realtà di un qualcosa che possa generare ansietà. Ebbene, la tv globalizzata cerca di scardinare profondamente i suddetti meccanismi di difesa indebolendo, rendendo più vulnerabile il fruitore.

Gli odierni telegiornali, talk show e spazzature daranno l'illusione di fare TELEVISIONE VERITA', (perché vedere significherebbe capire). Ma certamente NON vedere significa non capire, e oggi la censura è più che mai strumento principe dei mass media.

Ricordiamo di aver mai visto immagini di militari occidentali che fanno incursione in case irachene durante la notte, incutendo terrore, portando via presunti terroristi? Me quelli sono uomini in missione di pace!
Ricordiamo immagini di bulldozer israeliani (venduti dagli statunitensi) che radono al suolo case palestinesi, o militari israeliani che sganciano missili su abitazioni civili, o la disperazione dei palestinesi a causa del vergognoso muro in costruzione? Ma quelle sono misure di sicurezza per la salvaguardia del popolo "eletto".
Ricordiamo immagini di militari statunitensi che lanciano bombe su villaggi afghani uccidendo puntualmente bambini e donne? Ma quelli sono errori contingenti, basta un "ci dispiace"…

Quante immagini realmente informative inerenti alle guerre ultime sono state trasmesse? (per quella in Afghanistan ci fu l'esplicito veto del presidente statunitense G. W. Bush). Quante immagini oggi non sono pilotate? Perché si vedono immagini di guerra che hanno come punto di ripresa sempre il mirino di chi spara e mai il punto di vista del bombardato?

Vengono efficacemente destrutturati quei meccanismi difensivi che erano il diniego, il poter evitare, e siamo tutti più deboli e facilmente conquistabili dalle nuove atrocità televisive; oltre che imboniti da fandonie e mistificazioni.

Constatiamo che i media, più che essere fedeli o infedeli alla realtà, la ricreano secondo regole essenzialmente e particolarmente funzionali al sistema. Tanti di noi oggi si sentono depressi senza riuscire a comprendere che la causa di tali depressioni sono le immagini televisive che impazzano dall'inizio dell'invasione occidentale in Iraq.

Ma l'utente ha cominciato a dirigersi verso i valori che proprio globalizzazione economica e televisiva hanno cercato di cancellare…
Il bisogno di guardare ai rituali della tradizione è il bisogno di riappropriarsi di simboli, gesti, suoni, danze, sguardi momenti collettivi, perché è nella collettività, nella comunità che sta la salvezza dalla solitudine impostaci dai media globalizzati e dai processi produttivi del capitalismo del terzo millennio, dalla ricchezza intesa solo come accumulo di merci e denari.
E qual è lo strumento principe, il più immediato perché la gente comunichi, perché i popoli scambino le proprie culture, le proprie differenze per la crescita collettiva e planetaria se non la musica? Colei che conserva le nostre memorie, le nostre storie... Il mezzo comunicativo primario per eccellenza, prima ancora della parola, ciò che ha riprodotto il ritmo del cuore tramite il tamburo, ciò che ha scritto nelle coscienze collettive gli archetipi delle nostre civiltà.
Il bisogno di guardare alle tradizioni per la costruzione di relazioni "altre", di processi comunicativi costruttivi, la capacità di ascolto della musica, della musica altra e dell'altro, del diverso e, conseguenzialmente, dello svilupparsi del potere creativo e di crescita in risposta all'overdose di assordanti immagini di morte della tv globalizzata e necrofila del terzo millennio
.

Spegniamo le tv
ascoltiamo musica
scendiamo in ogni piazza
non rimaniamo soli ed indifesi
di fronte ad uno schermo;

incontriamoci nella grande piazza della vita
contro ogni progetto di morte,
rivolgiamo un pensiero a tutti
i caduti palestinesi, iracheni, afghani,
lottando per una pace preventiva.

 

Tarantula Rubra,

Roma, 2003

Tarantula Rubra

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