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METTI IL DIAVOLO A BALLARE

[…] “Archina in quel preciso momento sa, per la prima volta, qual è il suo posto nel mondo. Lei è la Morsicata dal Ragno, la Posseduta, l'Ammalata, l'Acrobata che fa il suo numero in alto, nel vento, su un filo fatto con un nastro rosso e giallo, ad altissima distanza dagli occhi smorti dei presenti, dagli occhi di suo padre Nunzio che nemmeno la guarda, ma tiene bassa la testa e si arrotola la sua sigaretta, in un angolo della cucina, giù, in basso, molto più in basso rispetto a dove lei sta ora, libera e volteggiante e sudata. Intorno sente una corrente calda d'acqua, una corrente da golfo che trascina annegati. Dentro c'è tutta la sua discendenza, e pure tutti i suoi antenati. Il suono del tamburo la culla e la spinge, i suonatori cuciono con gli accordi una rete invisibile, come un merletto di ferro, e lei vuole caderci dentro, lasciarsi andare, perché loro la prenderanno di sicuro e lei sarà salva. Com'è forte la rete intrecciata dal ritmo, com'è materna, è lì dentro che vuole cadere! Affogare! " […]

[...] "Però, guai se in paese si sapeva di che pasta era veramente Angelo Santo! Guai se si sapeva tutto! Pure di Virginia e di Severino, che era figlio suo, di vostro fratello…No, meglio far finta, dentro a casa, di credere alla fesseria che il padre di quel neonato era Nunzio, e fuori invece andare a raccontare in giro di certi cugini morti. Gente per bene i Santo! Tutto per difendere le proprietà, 'e denare, l'onorabilità. E a Severino? Non ci avete mai pensato? L'avete fatto crescere convinto che era un orfano, e la madre…la madre invece abitava dall'altra parte del paese. Ma io volli fare quella cosa, quella cosa tanto più grande di me, e andai a riprenderlo, fino a Napoli…proprio la mattina dopo quella notte di carnevale…e l'ho riportato a Virginia. Ma voi che ne potete sapere, brutte vecchie!, di cosa vuole dire amore per un figlio!....”. [...]

 

Questi brani sono tratti dal libro
Metti il diavolo a ballare
Teresa De Sio - EINAUDI EDITORE, 2009
EINAUDI, 2009

 

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